Fómne di L. Ravasio

 

I dòne d'öna ólta i l’l'à 'mbociada mal          

RE-                            SOL-

a i à pagàt i colpe del pecàt originàl;  

LA7                                 RE-           

egnide al mónd adóma  per fabricà di s-cècc 

RE-                                        SOL-

tratade come serve da chi tàmbor di nòs vècc.

LA7                                    RE-

Bunura a messa prima col vèl sura 'l cucù    

FA                                       DO

e pò i tacàa 'l rosare di sò tribölassiù:

RE-                                 LA7           

i s-cècc de mèt a l'ùrden, a gh'è i mestér de fà,   

FA                                           DO

bisogna 'ndà 'n campagna, mè preparà ol disnà.  

RE-                                      LA7     

E quando i gh'éra sóngh, gh'éra 'l doér de fà l'amùr

RE+                                                MI     

e ‘ntat parole dólse per i sancc,  per ol Signùr,   

SOL                                RE                 

ma i dòne d'öna ólta quando i éra inemurade     

                                                  MI   

i te disìa de nò pò i fàa anche lure di sbambossade. 

 

SOL                                          LA                        RE        FA#-     SOL      LA

                                                                               RE        FA#-     SOL      LA

 

 

 

 

I dòne d'öna ólta i è cresside tròp de frèssa    

in mèss a di persune che i gh'à facc gnà öna carèssa,

turciade sö de nìgher de la festa e 'n de d'laùr           

e per stimas ü sciàl, ü fassölèt a fiùr.

La prisa de tabac magare come vésse                                  

insèma a chèl di ciàcole sö chi no fà giödésse;         

tròp sàvie e generuse per la zét del dé de 'ncö

I dòne d'öna ólta chi i a regórda piö...                    

E mé quando ghe pènse a l' me spónta ü lacrimù     

perchè i m'à ölìt gran bé, ma sènsa dà chel'impressiù;          

i dòne d'öna ólta i è 'n giro amò pò adèss                

con d'öna crus in piö che la gh'à nòm: ol strèss.  

 

Traduzione

 

Le donne d'una volta l'hanno azzeccata male

hanno pagato le colpe del peccato originale;

venute al mondo soltanto per fabbricare figli,

trattate come serve da quegli zoticoni dei nostri vecchi.

Di buon'ora a messa prima col velo sulla crocchia

e poi attaccavano il rosario delle loro tribolazioni:

i figli da mettere in ordine, le faccende da sbrigare,

bisogna andare in campagna, c'è il pranzo da preparare.

E quando avevano sonno c'era anche il dovere di fare all'amore

e nel mentre parole dolci per i santi, per Nostro Signore,

ma le donne d'una volta quando erano innamorate

ti dicevano di no e poi commettevano pure loro delle leggerezze.

Le donne d'una volta sono cresciute troppo in fretta

in mezzo a persone che non hanno mai fatto loro una carezza;

fasciate di nero sia la domenica che nei giorni feriali

e per civetteria uno scialle, un fazzoletto a fiori.

La presa di tabacco magari come vizio

insieme a quello delle chiacchiere su chi non fa giudizio;          

troppo buone e generose per la gente del giorno d'oggi

le donne d'una volta, chi le ricorda più...?

Ma quando le penso mi spunta una lacrima

perché mi hanno voluto molto bene senza darlo a vedere.

Le donne d'una volta sono in giro anche adesso

con una croce in più che si chiama stress