Da L’Eco di Bergamo, domenica 3 dicembre 2006

 

Dopo la seconda guerra mondiale iniziò un periodo di forti trasformazioni che portarono un paese dalle antiche valenze agricole ad accogliere il comparto produttivo, con un corredo di poli residenziali di

nuova generazione. Così, Chignolo d’Isola ha visto cambiare negli anni propri elementi socio-economici: e se ancora permangono le aziende agricole, peraltro tecnologicamente dotate (nuovi sbocchi sono indirizzati nella produzione biologica), l’impianto urbanistico è caratterizzato da attività produttive, di molteplici comparti e di dimensioni diversificate, tanto da essere considerato fra i poli significativi dell’Isola Bergamasca.

Interessante la presenza industriale, con aziende ben strutturate e inserite stabilmente nei mercati. Sei

le Spa, mentre prevalgono le Snc, Sas, Srl per quanto attiene l’artigianato. Un comparto che

conta oltre 150 imprese, con un’alta incidenza del settore delle costruzioni, seguito da ditte del ferro e del legno, da imprese dell’impiantistica e della lavorazione metallica, dei settori dell’abbigliamento,

della meccanica di precisione, delle materie plastiche e dei trasporti.

Valida anche la presenza del commercio, che fa la sua parte con impegno, adeguandosi sempre alle richieste della clientela, proponendo articoli di assoluto livello, che puntano a controbattere l’avanzata della grande distribuzione.